Monte Cengio e Forte Corbin
Monte Cengio e Forte Corbin
spinti dalla curiosità di scoprire quest’angolo delle Prealpi Vicentine, oggi ci siamo spostati in Veneto dove abbiamo percorso il sentiero panoramico „Salto dei Granatieri“.
Quel che mi è piaciuto di questi luoghi è la vista a strapiombo e l’orizzonte infinito che si estende sulla pianura vicentina e sulla val d’Astico. Luogo molto conosciuto dagli alpinisti, per le molte vie di arrampicata su pareti esposte a sud e facilmente raggiungibili dal parcheggio sovrastante.
Ma il “Monte Cengio” è soprattutto noto per il suo significato storico nella Prima Guerra Mondiale, durante la quale migliaia di soldati persero la vita in battaglie sanguinose, definite “inutili” per l’esito finale: “Inutili carneficine”.
Dopo aver percorso il sentiero panoramico abbiamo raggiunto il forte Corbin, ma non siamo riusciti ad entrarci perché chiuso in questa stagione.
Quel che mi ha stupito girando poi per sentieri meno battuti nella zona collinare-pedemontana è l’infinità di filo spinato che delimita le proprietà sulle malghe.
Ma tornando al contesto storico, un’infinità di monumenti ricordano la carneficina del 1916. Ricordo che mia nonna mi racconto che il 21 dicembre di quell’anno mio nonno Benjamin fu ferito sull’altipiano e dopo la guarigione, nel 1918 dovette tornare nuovamente in servizio.
Da quel che ho potuto appurare dal foglio matricolare, egli fu ferito in tre occasioni, la prima volta in Galizia il 06 ottobre 1914 e rimasto in convalescenza fino al 23 dicembre 1914.
Poi come sopra citato nel 1916 sull’altipiano di Asiago, dopo la seconda convalescenza dovette rientrare in servizio nel 1918 e il 14 agosto di quell’anno venne fatto prigioniero e ferito nuovamente e ricoverato all’ospedale di Trento dal quale fuggì il 3 novembre dello stesso anno.
Opa Benjamin non l’ho mai conosciuto perché deceduto per malattia a Nagold (D) il 20 aprile del 1942, in seguito all’opzione del 1939.